Aveva cercato di protestare, ma non era servito. La gente di Corwin affrontava una spesa enorme nell’inviarlo sulla Terra per una missione d’importanza vitale; e se non potevano essere assolutamente sicuri che sarebbe arrivato in forma perfetta, avrebbero mandato qualcun altro. Seppure con riluttanza, aveva accettato. Lo avevano immerso nel bagno nutritivo, gli avevano insegnato a manovrare coi piedi il comando che dava il via all’animazione sospesa e con le mani il comando che, giunto il momento, lo avrebbe liberato dalla schiuma. Avevano sigillato l’astronave e l’avevano lanciata nel buio, minuscola imbarcazione su un mare sterminato, navicella poco più grande d’una bara costruita per un solo passeggero…


Trascorsero almeno dieci minuti prima che tutte le sue funzioni fisiologiche tornassero normali. Ewing fissò nello specchio la strana barba, corta e ispida, che gli era spuntata in viso. Il suo aspetto era bizzarramente emaciato. Non era mai stato troppo in carne, ma adesso era addirittura scheletrico, con le guance incavate, la pelle tesa sulle ossa sporgenti del viso. Anche i capelli avevano subito una metamorfosi. Quel giorno del 3805 quando era partito da Corwin per la missione d’emergenza sulla Terra erano di un ricco color castano, e ora sembravano molto più smorti, di un marrone spento. Ewing aveva un fisico robusto, coi muscoli estremamente sviluppati e un’espressione fiera attenuata dagli occhi dolci, vivaci.

Aveva lo stomaco vuoto, le gambe molli; si sentiva svuotato d’ogni energia.

Ma lo attendeva un compito importante.

Accanto al generatore subeterico si trovava un apparecchio per comunicazioni all’interno di un sistema solare. Lo accese, fissando la sfera pallida della Terra sullo schermo. Udì una serie di scariche. Trattenne il fiato, nell’attesa ansiosa delle prime parole che avrebbe sentito in terrestre puro. Si chiese se avrebbero capito il suo Anglo-Corwin.

Dopo tutto, erano passati quasi mille anni dalla fondazione della colonia, e quasi cinquecento dall’ultima volta che la gente di Corwin era entrata in contatto con la Terra. Le lingue mutano, in cinquecento anni.



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