I lettori ne furono deliziati. Il numero successivo rigurgitava di lettere di elogio, tra cui una che diceva: «Silverberg sta diventando un artista molto cosciente», e asseriva che Shadow on the Stars era la sintesi di tradizioni del tutto divergenti, cioè di Robert A. Heinlein e E.E. Smith (secondo me, il romanzo doveva di più a A.E. Van Vogt). Poi «Science Fiction Adventures» sospese le pubblicazioni, per motivi indipendenti dalla qualità delle opere che io scrivevo. Nel 1958 chiusero moltissime riviste, tra cui diverse che non avevano mai pubblicato ciò che io scrivevo.

La destinazione successiva di Shadow on the Stars fu la casa editrice Ace Books. Il curatore Donald A. Wollheim acquistò il romanzo, lo intitolò Stepsons of Terra, e lo pubblicò alla fine del 1958 nella serie di «romanzi doppi» della Ace Books, accoppiato a un libro dello scrittore inglese Lan Wright.

Non ho idea di quel che faccia oggi Lan Wright. Però voi oggi tenete in mano, a diciotto o diciannove anni dalla prima edizione, il mio romanzo Stepsons of Terra, che spero vi possa ancora divertire.

Robert Silverberg

1

Ewing si risvegliò lentamente, avvolto in una coltre di freddo. Il gelo stava abbandonando gradualmente il suo corpo; testa e spalle ne erano già fuori, il resto del corpo si stava liberando. Si mosse per quanto gli era possibile, facendo tremolare la delicata ragnatela di schiuma che lo aveva avvolto durante il viaggio.

Protese la mano e spinse in giù la leva che si trovava a quindici centimetri dal suo polso. Un getto di liquido uscì dai beccucci sopra di lui, sciogliendo la ragnatela di schiuma. Il gelo abbandonò le sue gambe. Si alzò rigidamente, come se fosse vecchissimo, e si stiracchiò pigramente.



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